FAQ Ginecomastia


D. La ginecomastia è conseguente ad alterazioni endocrine?
R. Nella stragrande maggioranza dei casi la ginecomastia non è legata ad alterazioni endocrine.

D. Quali tipi di ginecomastia possono esistere?
R. In funzione del tipo di tessuto che ha provocato l’ingrandimento della mammella nel maschio si distingue una ginecomastia “falsa” costituita solo da un eccesso di tessuto adiposo, la ginecomastia cosiddetta “vera” che è costituita da un eccesso di tessuto ghiandolare mammario ed una “mista” in cui la componente presente e sia di tessuto adiposo che vi ghiandola mammaria

D. Conviene aspettare prima di operare una ginecomastia?
R. Se essa tende a non regredire conviene asportare il tessuto in eccesso in modo che la cute soprastante abbia la capacità di riadattarsi al minor volume senza perdere di tono

D. Come si asporta il tessuto in eccesso che provoca la ginecomastia?
R. Se essa è provocata solo da tessuto adiposo la rimozione si effettua mediante una lipoaspirazione con delle cannule molto sottili e con una insignificante residuo cicatriziale. Se è presente anche la ghiandola mammaria in eccesso bisognerà asportarla mediante una minuscola incisione in sede periareolare inferiore che lascia una minima traccia.

D. Nel post operatorio ho delle limitazioni?
R. Si può riprendere la normale vita di relazione dal giorno seguente l’intervento poiché si dovrà indossare sotto la camicia a contatto della pelle una guaina elastica per circa 2-3 settimane. L’attività fisica più intensa quale quella sportiva potrà essere presa solo dopo un mese dall’intervento.