dott. prof. ROBERTO BRACAGLIA - chirurgia estetica

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Otoplastica

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L'inestetismo più frequente a carico delle orecchie è la loro posizione distaccato dalla testa, che possono assumere sin dalla nascita, e che va sotto il nome comune di "Orecchie a sventola".
L'intervento, definito appunto "Otoplastica", consente di riaccostare le orecchie prominenti al capo e guadagnare un aspetto naturale. Con l'operazione si ricreano anche le normali pieghe della cartilagine presenti sull'orecchio e si conserva inalterato il solco retroauricolare ove si possono poggiare le stanghette degli occhiali. Nei bambini è possibile effettuare questa procedura chirurgica sin dall'età prescolare, poiché le orecchie terminano buona parte del loro accrescimento al 5°anno di età, e la precoce correzione del difetto può consentire un migliore inserimento nell'ambiente scolastico.
L'operazione si può effettuare anche in età adulta in anestesia locale e senza ricovero. Il difetto è essenzialmente legato ad un'anomalia di forma e posizione della cartilagine che fa da impalcatura all'orecchio, quindi l'intervento correttivo si effettua rimodellando e riscolpendo questo tessuto, in modo da conferirgli una forma più armonica. L'incisione cutanea resta assolutamente nascosta nel solco retroauricolare, e, quindi, in posizione non visibile sin dall'immediato postoperatorio. Per l'intervento non è necessario tagliare i capelli e ciò consente un'immediata ripresa delle attività quotidiane già dal giorno successivo. I risultati sono apprezzabili da subito, ma è necessario aspettare 3-4 settimane perché il gonfiore si risolva.

Nell'adulto e nei giovani è possibile effettuare quest'intervento in anestesia locale, ambulatorialmente senza ricovero, ma nei bambini piccoli è preferibile l'anestesia generale, per la loro possibile irrequietezza.
Oltre alle cosiddette "Orecchie a sventola" esistono tutta una serie di altri difetti estetici che è possibile correggere chirurgicamente, fra i quali ricordiamo i ripiegamenti anomali della porzione superiore (lop ear), la perdita della piega o del margine, sempre nella parte alta, (orecchie a conchiglia) ed infine le deformità del lobo auricolare.
E' quindi opportuno discutere con il chirurgo le possibilità e le strategie idonee al singolo caso specifico.