Rifarsi con un clic!

Impazzano in rete i simulatori di Chirurgia Estetica: basta caricare la propria fotografia e giocare con il mouse per sottoporsi a virtuali rinoplastiche, lifting, mastoplastiche e liposuzioni.

Per viso, seno e corpo, sono diventati il nuovo trend del web. Nasino regolare, misure da modella e seno da maggiorate! Chi non sogna di vedere tutto questo nella propria immagine riflessa allo specchio?

E quando la natura non aiuta, c’è sempre la scappatoia della chirurgia estetica. Eppure la paura del bisturi è un deterrente che tiene alla larga tante donne, ma finalmente anche tutte le fifone potranno togliersi lo sfizio di vedersi rimodellate alla perfezione grazie ai simulatori presenti sul web. Nati per chi intende sottoporsi ad un intervento chirurgico di rinoplastica, lifting, mastoplastica o liposuzione, sono già diventati dei trend in rete, ad uso e consumo non solo delle future rifatte, ma di chiunque voglia sentirsi almeno per un momento Gisele Bunduchen o Kate Moss.

 Come? Semplicissimo, basta caricare la propria fotografia e provare tra le tante soluzioni: botulino per le rughe, filler per restituire volume alle labbra, protesi anatomiche e lifting per il seno, rimodellamento del corpo e tanto altro ancora. E il tutto senza bisturi, o meglio: il bisturi diventa il mouse! 

Si tratta infatti di tre tool informatici (ciascuno dedicato rispettivamente al viso al seno e al corpo) che rappresentano la più avanzata applicazione professionale di simulazione in anteprima dei risultati della Medicina e della Chirurgia Estetica. Il più gettonato in rete è quello del viso che permette in pochi secondi di vedere quali migliorie apporterebbe un ritocchino qua e là, dando l’illusione di aver detto addio a rughe e zampe di gallina. Anche quelli dedicati al corpo e al seno fanno impazzire le internaute, offrendo loro rimodellamenti, liposculture e rassodamenti a portata di clic.

Perfetto per tutte quelle donne che non amano il taglia e cuci o per chi volesse poi stampare la foto con il risultato della liposuzione e attaccarla sul frigorifero come deterrente!

 

Come ridurre la bolla di Bichat

Ognuno di noi è caratterizzato da una particolare forma del viso, anche se accade a volte che alcuni soggetti presentino delle caratteristiche comuni, come ad esempio un viso molto rotondo con un rigonfiamento nella parte inferiore delle guance.
Il tessuto adiposo presente sulle nostre guance è chiamato “bolla di Bichat” (o “pallottola“) ed è anatomicamente situato tra il muscolo massetere, che costituisce la parete più laterale della bolla, ed il muscolo buccinatore, che ne costituisce la parete mediale, più interna. Prendono il nome dal chirurgo francese Marie François Xavier Bichat, che per primo le descrisse alla fine del ‘700.

Le bolle di Bichat sono molto pronunciate nei neonati e nei lattanti e tendono a ridursi durante la crescita ma non scompaiono mai del tutto. In alcuni casi, specie se il soggetto è in sovrappeso o obeso e non più giovanissimo, tendono a cedere verso il basso, provocando l’effetto di guance da bulldog.

La funzione primaria di queste bolle di grasso è quella di sostenere la guancia durante la poppata: tutti i neonati, infatti hanno il viso molto rotondo per questo motivo si tratta di un deposito di grasso, indipendente da resto dell’organismo, molto denso e avvolto da una membrana, per questo motivo è molto facile da asportare con una piccolissima liposuzione.

Le bolle di Bichat sono molto sensibili alle variazioni di peso, essendo tra le prime ad aumentare di volume quando il nostro grasso corporeo aumenta ed ovviamente tra le prime a diminuire quando la percentuale di grasso corporeo scende. Da qui deriva il fatto che qualsiasi pratica che faccia dimagrire, può ridurre anche considerevolmente il grasso delle guance. Per ridurre chirurgicamente la bolla di Bichat si pratica una piccola incisione all’interno della bocca, per cui non vi saranno cicatrici visibili, e con l’utilizzo dell’anestesia locale, simile a quella che si fa dal dentista. I risultati della chirurgia non sono immediati, devono trascorrere circa 3- 4 mesi per notare gli effetti nel viso, quando la pelle si ritrae e aderisce nuovamente ai tessuti. Dopo l’operazione si deve assumere un antibiotico per i primi 4- 5 giorni e un antinfiammatorio per ridurre i possibili fastidi derivanti dal’incisione.

È molto importante avvertire il paziente di mantenere una corretta igiene orale e di evitare il tabacco, poiché favorisce le infezioni. Questa operazione deve essere realizzata in centri accreditati e da un chirurgo specializzato, abituato a manipolare la cavità orale e con una conoscenza perfetta dell’anatomia del viso, quindi mani inesperte possono produrre lesioni del condotto che conduce la saliva dalla ghiandola parotidea verso la bocca, o anche lesioni in alcune ramificazioni dei nervi facciali.

Ecco le 5 tecniche migliori per ringiovanire lo sguardo

Sguardo spento, borse sotto gli occhi, sopracciglio cadente e zampe di gallina? Sono questi alcuni dei difetti estetici più comuni che riguardano una delle zone più importanti per l’espressività del nostro volto: gli occhi. Ecco allora come intervenire nella maniera migliore, con piccoli interventi poco dolorosi i cui risultati sono quasi immediati e sempre soddisfacenti.
Volete sapere quali sono? Ecco le 5 migliori tecniche chirurgiche per ringiovanire lo sguardo e ritrovare quella espressività che lo scorrere del tempo ha forse un po’ nascosto.

Blefaroplastica superiore Si usa per correggere in modo naturale i difetti estetici dovuti a un eccesso di pelle o di grasso nella regione della palpebra superiore. L’intervento di blefaroplastica superiore si esegue in day-hospital in poco meno di un’ora, è quasi del tutto indolore e termina con l’applicazione di piccoli punti che il chirurgo rimuoverà dopo 5 giorni. La cicatrice visibile inizialmente nella piega della palpebra, invece, diventerà praticamente invisibile dopo alcuni giorni e lo stesso vale per i lividi e le eventuali ecchimosi che potrebbero presentarsi.

Blefaroplastica inferiore E’ la tecnica più comune perché è quella che consente di ridurre le famose “zampe di gallina” e, in generale, di intervenire per rimuovere un eccesso cutaneo o adiposo nella regione orbitaria inferiore. Anche la blefaroplastica inferiore si esegue in day-hospital, è molto poco dolorosa e lascia una piccola cicatrice che diventerà quasi invisibile nel giro di poche settimane.

Lifting del sopracciglio E’ la metodica più utilizzata per risollevare il sopracciglio e ringiovanire immediatamente la palpebra superiore. Il sopracciglio, infatti, scivolando verso il basso appesantisce lo sguardo andando a “schiacciare” la palpebra superiore. L’intervento di lifting del sopracciglio è assolutamente indolore, si esegue in anestesia locale o generale, dura 40 minuti circa e lascia una cicatrice all’altezza delle tempie: la cicatrice è piccola e nascosta dai capelli quindi, di fatto, invisibile.

Cantopessi Questa tecnica chirurgica si usa per correggere quelli che, comunemente, sono definiti come “occhi all’ingiù” ossia quegli occhi che, in genere a causa dell’invecchiamento, hanno perso la loro posizione o il loro tono. La cantopessi si esegue in anestesia locale in regime di day-hospital, dura circa 20 minuti ed è assolutamente indolore. Di solito viene associata all’intervento di blefaroplastica superiore o di blefaroplastica inferiore.

Cantoplastica Rispetto alla cantopessi, la cantoplastica è un intervento a cui si ricorre per modificare la forma dell’occhio occidentale allo scopo di renderlo più a mandorla e, quindi, più simile all’occhio orientale. Questo intervento di chirurgia palpebrale viene eseguito in anestesia locale, ha una durata di massimo mezz’ora, non è affatto doloroso e si conclude con una piccola cicatrice nella parte laterale dell’occhio che, dopo poche settimane, sarà invisibile. La cantoplastica è spesso associata alla blefaroplastica superiore e o alla blefaroplastica inferiore.

Invecchiamento: un ovale ben disegnato è il segreto di una bellezza senza età

Il recente Congresso Nazionale della Società italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, ha trattato il tema della ricerca anti-age prendendo in esame i dati sulla percezione corporea.

Il lifting centro-facciale (o lifting de pommettes) potrebbe essere una soluzione, attraverso interventi limitati all’ovale del volto. Concentrarsi solo sulla mandibola e il collo sarebbe infatti un concetto superato. Per ringiovanire è necessario soffermarsi sull’ovale ideale che, da sempre nel disegno, rappresenta l’ideale estetico: dalle sopracciglia alla bocca. 

I tessuti perdono tonicità e cedono per effetto dell’età, questo crea le rughe sul collo, ma ciò che attira veramente l’attenzione sono gli occhi e la bocca. Ma in cosa consiste il lifting centro-facciale? In un approccio multidisciplinare, innanzitutto, che parte dalla psicologia, con lo studio della percezione corporea, tocca la medicina estetica e arriva alla chirurgia plastica. 

Tradizionalmente  il chirurgo che vuole rendere più fresco un viso innanzitutto agisce sui tessuti che, scivolati verso il basso per effetto dell’età, offuscano la linea mandibolare e determinano le rughe sul collo. 
Ma i più recenti studi di percezione corporea rivelano che non sono queste le aree che catturano l’attenzione del paziente, che quasi esclusivamente si concentra invece sull’ovale che comprende gli occhi e la bocca.

Insomma, agire su zone periferiche è poco utile. Ancora, agire non significa necessariamente ricorrere al bisturi in modo massiccio.
Secondo un approccio sempre meno invasivo, il ringiovanimento del viso viene ottenuto abbinando una serie di trattamenti e interventi: un lifting settoriale, che lascia una piccola cicatrice davanti all’orecchio, nella zona della basetta;  le infiltrazioni di tossina botulinica, per appianare se necessario le rughe sulla fronte; il trapianto di grasso autologo, per rivitalizzare i tessuti e ridare turgore al viso. Da ormai molti anni, il ringiovanimento del volto comprende il trapianto autologo di grasso, che viene opportunamente prelevato dai punti del corpo in cui è naturalmente presente (addome, fianchi ecc), “selezionato” e trasferito su guance o zigomi, le parti che tendono naturalmente a perdere volume con il passare degli anni.

Se abbinato al lifting, cioè al riposizionamento dei tessuti scesi per effetto dell’età, il lipofilling ha l’effetto di ridare al volto la pienezza tipica della gioventù e, grazie all’azione delle cellule staminali adulte contenute nel grasso, di attivare un processo di rigenerazione che migliora l’elasticità e la vitalità dei tessuti, rendendoli visibilmente più giovani. I risultati possono essere ancora più eclatanti scegliendo una particolare metodica di prelievo e trasferimento del grasso, il cosiddetto nano e micro lipofilling,  costituisce di fatto il lifting centro-facciale. Utilizzando sonde sottilissime, il trasferimento è possibile ed efficace anche in zone molto delicate, come le palpebre, che riguadagnano tonicità senza ricorrere al bisturi, contribuendo a conferire un’impressione generale di ringiovanimento.

 

Chirurgia plastica estetica, chirurgia plastica ricostruttiva: qual è la differenza?

Se hai sempre pensato che la chirurgia estetica e la chirurgia plastica fossero due cose distinte, sappi che non sei l’unico. Il percorso professionale iniziale è comune ed è la specializzazione in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica.
Al termine dei 5 anni del corso di specializzazione in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica alcuni chirurghi plastici scelgono di dedicarsi esclusivamente alla chirurgia estetica e come tale di affinarsi con una formazione supplementare. Altri scelgono di perfezionarsi nelle metodiche di chirurgi plastica Ricostruttiva affinando tecniche particolari come la microchirurgia o di terapia dei malformati, ustionati ecc. 

Nel 1999, l’American Society of Plastic and Reconstructive Surgeons cambiò il suo nome in American Society of Plastic Surgeons per comunicare più fortemente il messaggio che “i chirurghi plastici estetici e ricostruttivi fanno parte della stessa categoria”. 

Oggigiorno un numero sempre più significativo di chirurghi plastici sceglie di concentrare la propria ulteriore perfezionamento sulla pratica della chirurgia estetica. La chirurgia plastica estetica e la chirurgia plastica ricostruttiva sono due rami della specialità strettamente correlate, ma non hanno il medesimo campo d’azione.

Chirurgia estetica e chirurgia plastica hanno obiettivi diversi ma hanno in comune molte tecniche specialistiche e le filosofie generali che guidano la formazione, la ricerca e gli obiettivi dei risultati.Sia la chirurgia plastica estetica ha come finalità il miglioramento dell’aspetto, la chirurgia plastica ricostruttiva ha la finalità di ripristinare un determinata area corporea danneggiata ripristinando una situazione di normalità anatomica e funzionale del corpo del paziente. 
Le procedure, le tecniche e i principi della chirurgia estetica sono interamente focalizzati sul miglioramento dell’aspetto del paziente, ad incrementarne l’attrattiva estetica. La chirurgia estetica può essere eseguita su tutte le aree della testa, del collo e del corpo. Poiché le aree trattate funzionano correttamente, la chirurgia estetica è elettiva, la scelta di sottoporsi ad un intervento è solo del paziente.

L’ambito delle procedure di chirurgia estetica comprende:
– valorizzazione del seno: aumento, sollevamento, riduzione
– contouring facciale: rinoplastica, mento o potenziamento delle guance
– ringiovanimento facciale: lifting del viso, lifting delle palpebre, lifting del collo, lifting della fronte
– body contouring: tummy tuck, liposuzione, trattamento ginecomastia
– ringiovanimento della pelle: laser resurfacing, botox, trattamenti di riempimento;

La chirurgia plastica ricostruttiva è definita come specialità chirurgica dedicata alla riparazione di difetti del viso e del corpo dovuti a malformazioni del viso o del corpo, traumi, ustioni e malattia e di riportarli ad una piena condizione di normalità anatomica e funzionale.

Come definire e rassodare l’area del collo

Quando si parla di ringiovanimento del viso, il collo è sempre più al centro dell’interesse. L’eccesso cutaneo, infatti, le rughe e le linee verticali che si formano in quest’area con il passare del tempo, contribuiscono a dare all’intero volto un aspetto stanco e invecchiato. La pelle del collo è molto sottile e più predisposta a cedimenti, assottigliamenti e rughe. Gli inestetismi del collo non dipendono unicamente dall’età ma possono anche essere una conseguenza genetica o patologica. Le tecniche chirurgiche per il lifting del collo sono diverse: liposuzione per il grasso in eccesso, lifting per le lassità cutanee, platismoplastica per le inestetiche bande verticali. È importante scegliere l’intervento più adatto o al limite inserirlo in un programma più vasto (lifting di viso e collo) per ottenere risultati naturali e duraturi.

Liposuzione: costituisce l’intervento più adatto nel caso di accumuli adiposi che spesso sono responsabili della scomparsa dei contorni di collo e mento. Può anche essere utile prima di un lifting del collo o del viso per facilitare il sollevamento dei tessuti. Il chirurgo esegue una piccola incisione sotto il mento, di modo che la cicatrice risulti invisibile. Come intervento singolo può essere eseguito in day hospital, sotto anestesia locale e dura circa 1 ora. Può rappresentare l’unico intervento necessario per rimodellare i contorni qualora la pelle sia sufficientemente elastica.

Cervicoplastica: è l’intervento ideale nei casi di eccesso cutaneo e cedimento dei tessuti per ridisegnare la linea della mascella. Il chirurgo esegue un’incisione attorno all’orecchio, ed eventualmente anche sotto il mento, così da risultare il più possibile nascosta. La pelle viene quindi sollevata in direzione dell’incisione e l’eccesso viene asportato. Il trattamento può durare da 2 a 4 ore, a seconda della quantità di pelle in eccesso, e spesso è realizzato nel corso di un lifting completo del viso. Dopo l’operazione va portato un bendaggio contenitivo per circa una settimana.

Platismoplastica: particolarmente indicata per correggere le bande verticali del collo causate dal rilassamento del muscolo sottostante, il platisma. Queste linee infatti rappresentano i margini del muscolo che si sono allontanati, esponendo, nel caso dell’uomo, il pomo d’Adamo. Si eseguono delle incisioni davanti alle orecchie e sotto il mento che permettono di avere accesso alle fasce muscolari. Se l’operazione è effettuata singolarmente può essere eseguita in day hospital sotto anestesia locale o leggera sedazione e dura circa 1 ora. Una tecnica innovativa è rappresentata dalla platismoplastica che consiste in una rete di suture che sostengono i tessuti del collo contro i cedimenti.

La scelta del tipo di intervento è molto importante al fine di ottenere risultati che siano completi, naturali e duraturi. Gli effetti durano per molti anni. Controindicazioni ed effetti collaterali In seguito all’intervento possono presentarsi lividi e gonfiori che perdurano, generalmente, per 5-7 giorni.

Skinbooster: ringiovanire la pelle senza trattamenti shock 

Lo skinbooster è un trattamento medico estetico che usa tecniche iniettive soft, indolori e senza anestesia. Nello specifico si tratta di una metodica di ringiovanimento cutaneo, di norma con acido ialuronico, che però non corregge le singole rughe ma, idratando la pelle in profondità, gli dona nuova luce e turgore. Sono micro-iniezioni intradermiche, ossia nei primi strati della pelle, che si avvalgono anche di associazioni di principi attivi: aminoacidi, vitamine, antiossidanti. L’obiettivo è ripristinare l’idratazione ottimale della pelle per ritrovare elasticità e luminosità, richiamando acqua nel derma superficiale del viso. Il trattamento può essere eseguito in una seduta ambulatoriale di circa 20-30 minuti, con risultati visibili dopo circa 4-5 giorni. L’effetto varia dai 2 ai 5 mesi, a seconda delle sostanze utilizzate, per questo è consigliabile ripeterlo almeno due volte l’anno. Il trattamento può essere effettuato sulla pelle di mani, viso, collo e décolleté. Chi invece preferisce un metodo ancor meno invasivo può utilizzare sieri e creme “skin boosting”, che contribuiscono a rendere più luminosa la pelle opaca e stanca e regalano un risultato lifting-like: sono infatti formulati con principi attivi che incrementano l’autoriparazione della pelle, rendendola tonica, compatta e fresca. Tra i principali ingredienti: acido ialuronico vegetale, vitamine, aminoacidi essenziali. Il trattamento Skinbooster è ideale se si vuole dare un’iniezione di energia alla pelle e migliorare il proprio aspetto in modo naturale. E’ consigliabile rivolgersi ad uno Specialista e fare un check up cutaneo prima di scegliere i trattamenti da utilizzare.

 

 

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Emozioni nell'era del Botox

Quando vediamo sorridere, anche noi sorridiamo, spesso in modo impercettibile e automatico, mentre cerchiamo di interpretare quell’espressione. Se alcuni  nostri muscoli mimici sono trattati con dosi eccessive di Botulino, allora secondo alcuni i ricercatori, il processo di comprensione dell’espressione emotiva dell’altro potrebbe rivelarsi più difficile da decifrare. Le iniezioni di Botulino nei muscoli facciali oltre a rilassare le linee di espressione e far apparire più giovane la pelle, hanno anche la capacità di modificare le espressioni negative di cruccio o di arrabbiatura che il nostro viso può esprimere nei confronti degli altri. Questa conseguenza, come spiegano gli scienziati della SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste) in una nuova ricerca, dipende da una riduzione temporanea del feedback propriocettivo, un processo che ci aiuta a capire le emozioni altrui riproducendole sul nostro corpo. Ormai siamo abituati da anni a vedere i risultati positivi del trattamento con il Botulino su celebrità italiane e internazionali, ma in realtà il mercato dei trattamenti cosmetici che sfruttano gli effetti positivi della tossina botulinica di tipo A è enormemente vasto e coinvolge un gran numero di individui. Per dare un’idea, circa 450.000 procedure sono state fatte in Italia nell’ultimo periodo. Una delle conseguenze più interessanti riguarda il riuscire con tali trattamenti, a ridurre l’evidenza di espressioni conseguenti a stati d’ansia o di preoccupazione o di sgradevoli espressioni accigliate del volto. Il botulino consente, entro certi limiti, di ottenere un dominio sulla percezione dall’esterno delle informazioni emotive negative veicolate delle espressioni facciali. Le espressioni osservate sono presenti ma meno intense nelle persone che hanno avuto il trattamento. Si è notato che per stimoli emotivi molto intensi la differenza dell’espressività del volto non è significativa, mentre gli stimoli più modesti erano più mascherabili grazie all’effetto del Botulino. Il risultato di questa ricerca suggerisce che l’influenza del Botulino possa manifestarsi proprio nelle situazioni in cui il celare le proprie sensazioni negative fornisce un importante aiuto nella vita di relazione. Questo suggerisce che non è il trattamento con il Botulino di per se stesso ad essere positivo o negativo ma il suo uso in modo corretto sia per i dosaggi che per le sedi in cui viene effettuato. E’ necessario che si prevenga qualsiasi abuso e che le scelte siano effettuate da Specialisti d’esperienza che conoscano nei dettagli l’anatomia e la fisiologia della muscolatura del viso.

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Interventi combinati e interventi multipli

La differenza tra interventi combinati e interventi multipli consiste nel fatto che i primi sono complementari tra loro mentre i multipli possono riguardare diverse zone del corpo. Un tipico esempio di interventi combinati sono l’addominoplastica con liposcultura e la mastoplastica. Questa “combinazione” garantisce un risultato complessivo più armonioso di Body Contouring. (altro…)