Sempre più italiani ricorrono al chirurgo estetico perché pentiti dei propri tatuaggi

Protagonisti sulle spiagge, dove i nostri corpi si mostrano più liberamente, i tatuaggi possono essere motivo di orgoglio ma anche, in molti casi, fonte di pentimento. Sempre più Italiani si dichiarano insoddisfatti dei propri tattoo e desiderano rimuoverli. Farsi tatuare è semplice, eliminarli molto meno. Secondo l’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica, in Italia si registrano mediamente circa 14.000 richieste all’anno di rimozione dei tatuaggi.
Bisogna ricordare che rimuovere un tatuaggio è un processo lungo, composto da più sedute distanziate di circa 6-8 settimane. Dopo ogni trattamento è necessario evitare l’esposizione al sole o alle lampade abbronzanti per almeno un mese. Per questo motivo è preferibile programmare la rimozione in autunno anziché a ridosso dell’estate.
La rimozione è un procedimento delicato e richiede la scelta attenta di un professionista qualificato. La scomparsa completa del tatuaggio non è sempre garantita: alcuni pigmenti o disegni molto pieni possono risultare difficili da eliminare completamente. L’efficacia dipende dal colore, dalla densità, dal tipo di pigmento, dalla profondità e dal fototipo del paziente.
I laser più efficaci sono i laser Q-Switched, capaci di frammentare le particelle di pigmento in minuscoli residui che vengono poi eliminati dal corpo nel corso delle settimane successive.
Non è possibile prevedere con precisione il numero di sedute necessarie. La durata della seduta dipende dall’area da trattare: una superficie di circa 4 cm viene trattata in circa 10 minuti. Per piccoli tatuaggi semplici sono generalmente sufficienti 3-5 sedute, mentre per disegni complessi possono occorrere 8-12 sedute.
Molti colori sono difficili da trattare: il verde, il giallo e l’azzurro spesso non si eliminano del tutto; il rosso può scurirsi. Anche la profondità del pigmento influisce sull’esito finale. I tatuaggi più datati sono invece più facili da rimuovere perché parte del pigmento è già stato riassorbito naturalmente.
La rimozione è sconsigliata in caso di infezioni cutanee attive o predisposizione a cicatrici cheloidee o ipertrofiche. Per chi ha pelle olivastra o scura il trattamento è più complesso perché aumenta il rischio di alterazioni della pigmentazione. Talvolta si può formare un alone chiamato “fantasma del tatuaggio”, che può persistere per mesi o anni.
Particolare attenzione richiedono i tatuaggi cosmetici (sopracciglia, labbra, areole, camouflage cicatrici) di colore rosa, arancio o marrone, poiché contengono ossido di titanio o zinco e possono scurirsi.
Per attenuare il dolore del laser Q-Switched si applicano crema anestetica e ghiaccio. È importante informare il medico su eventuali farmaci fotosensibilizzanti che possono interferire con il trattamento.
Dopo la seduta possono comparire piccole bollicine, da trattare con unguenti antibiotici e garze vaselinate per alcuni giorni, fino alla formazione delle croste.
di Maria Serena Patriarca
