Chirurgia estetica? Solo se vi affidate a veri professionisti qualificati. l’allarme lanciato da “El Pais”. intanto svetta il mercato mondiale della liposcultura

Allarme El País sulla chirurgia estetica low cost

Ritocchini? Sì, ma solo se ci si affida a centri qualificati e a veri professionisti del settore. Con la chirurgia estetica non si scherza, e a lanciare l’allarme sul rischio di superficialità — dannosa per la salute dei pazienti — nel rincorrere modelli di bellezza a ogni costo (complici i social network) è il prestigioso quotidiano spagnolo El País. Promozioni aggressive e cliniche a basso costo, infatti, stanno alimentando “una percezione superficiale delle implicazioni di queste operazioni”, scrive il giornale. “C’è chi crede che andare dal chirurgo estetico sia come andare dal parrucchiere, senza considerare le possibili complicazioni”.

Ecco perché è fondamentale ribadire l’importanza di affidare la propria bellezza solo a mani esperte e qualificate: un intervento mal eseguito può avere conseguenze che durano tutta la vita.

Nel dossier di El País emerge anche una panoramica sulle tendenze in Europa. Gli interventi più richiesti? Aumento del seno, rinoplastica, botox e liposuzione. Sul mercato mondiale della chirurgia estetica, la liposcultura rappresenta un segmento da 2 miliardi di dollari; gli iniettabili 2,7 miliardi; le protesi al seno 1,3 miliardi; il botox 2,1 miliardi.

Il punto critico, secondo il quotidiano, è che in molte cliniche low cost a informare i pazienti — l’85% dei quali sono donne — sono venditori privi di formazione sanitaria; il chirurgo, invece, incontra il paziente solo brevemente prima dell’operazione. Il risultato è un approccio superficiale, senza adeguate tutele o garanzie.

Gli esperti dell’Associazione Spagnola di Chirurgia Estetica e Plastica (AECEP) esprimono forte preoccupazione per un business che privilegia il profitto rispetto al benessere del paziente. Gli incidenti in sala operatoria aumentano, complice la proliferazione di strutture non specializzate, dove a operare sono medici privi di specializzazione in chirurgia plastica o di una reale qualificazione.

Il tema ha acceso un ampio dibattito in Spagna: dopo l’estate, il PSOE ha presentato al Congresso una proposta per regolamentare il settore attraverso tre punti chiave: obbligo che gli interventi siano eseguiti da un medico qualificato, regolamentazione della pubblicità e un consenso informato che indichi anche la specializzazione del professionista.

La chirurgia estetica è ormai una tendenza consolidata in Europa e negli Stati Uniti. In Spagna, per esempio, gli interventi sono quasi raddoppiati in un decennio, passando da 119.637 nel 2010 a 221.935 nel 2019, fino a 397.512 nel 2020 secondo ISAPS. Nel 2020, l’anno della pandemia, il numero è sceso a 165.906, ma le previsioni indicano un rapido ritorno ai livelli precedenti e una crescita ulteriore.

Con questi numeri, la Spagna è l’undicesimo Paese al mondo per volume di procedure; ai primi tre posti si confermano Stati Uniti, Brasile e Germania.