Cos’è la contrattura capsulare e come può essere trattata?

A volte, non importa quanto sia abile il chirurgo, possono sorgere complicazioni durante o dopo un intervento chirurgico. Poiché la composizione del tessuto connettivo varia molto da un paziente all’altro, anche il processo di guarigione è del tutto unico. Questo è il motivo per cui alcuni sviluppano uno spesso tessuto cicatriziale dopo qualsiasi tipo di lesione cutanea profonda, mentre altri possono sostenere tagli profondi e sviluppare solo cicatrici sottili che si attenuano nel tempo.
Un altro esempio è il modo in cui alcune donne sviluppano smagliature evidenti durante la gravidanza, indipendentemente da ciò che fanno per prevenirle, mentre altre superano la gravidanza senza problemi. Inoltre, il sistema immunitario risponde in modo diverso a stimoli uguali e in alcuni pazienti può reagire male agli impianti medici.
La contrattura capsulare è una delle complicanze più frequenti che si manifestano in seguito a un intervento di mastoplastica additiva, correttiva o ricostruttiva. Si colloca infatti al secondo posto tra le motivazioni che portano a dover eseguire un secondo intervento. Le informazioni a riguardo sono ancora poche e nebulose, ma i tentativi fatti per evitarla hanno portato a una netta diminuzione dell’incidenza.
Dopo l’impianto di una protesi mammaria interna, il corpo reagisce sviluppando una capsula periprotesica: in linea generale è utile perché isola l’organismo e mantiene la protesi in posizione. Normalmente è sottile e flessibile, ma se si ispessisce e si contrae, stringe la protesi deformando il seno. Non solo esso apparirà duro e innaturale, ma causerà anche dolore. Questo può accadere dopo pochi mesi o anche anni, oppure non manifestarsi mai. La contrattura può colpire entrambe le mammelle, ma più spesso si presenta da un solo lato. In base alla gravità viene classificata in diversi livelli.
Le cause non sono ancora certe. In alcuni casi dipende dal processo di guarigione individuale; il fumo contribuisce alla formazione della capsula, pur non essendone la causa primaria. Raramente può derivare da problemi legati all’impianto stesso (perdita di gel, mancanza di sterilità), soprattutto considerando le moderne protesi di ultima generazione. Una teoria recente attribuisce la contrattura alla presenza di un biofilm batterico, che genera un’infezione subdola intorno alla protesi.
Negli ultimi anni, l’incidenza della contrattura è diminuita dal 20% al 2-5% grazie a nuove metodiche chirurgiche e protesi più avanzate.
Accorgimenti preventivi adottati oggi:
- posizionamento dell’impianto in sede retromuscolare
- utilizzo di protesi con rivestimento testurizzato
- irrigazione della mammella con soluzioni antibiotiche durante l’impianto
- ridurre al minimo le incisioni per limitare il sanguinamento
- creare lo spazio più contenuto possibile per evitare danni ai tessuti
- garantire assoluta sterilità di strumenti e ambiente operatorio
- prescrivere farmaci antinfiammatori nelle prime fasi del disturbo
