La bellezza e la cura dell’immagine diventano i nuovi status symbol in società

bellezza e status symbol nella società contemporanea

La chirurgia estetica può ampliare il divario economico? Secondo quanto riportano i media specializzati a livello internazionale, sembrerebbe di sì: i nuovi standard di bellezza sono sempre più guidati da trattamenti, filler e ritocchi, diventando veri e propri simboli di status.

La discriminante estetica – in stile Margot Robbie, per intenderci – fa sì che filler, liposuzioni, botox e ogni trattamento di medicina estetica diventino strumenti per comunicare un’immagine socialmente più forte. È quanto accade anche tra le celebrity come Hailey Bieber, Bella Hadid, Kylie Jenner e molte altre icone globali.

Già nel 2011 e nel 2013, ricerche riportate su Dazed Digital dimostravano che “le donne poco curate nell’immagine guadagnano il 40% in meno rispetto alle colleghe più attraenti, mentre le persone considerate belle hanno oltre il 20% di probabilità in più di ricevere una chiamata per un colloquio”. L’aspetto esteriore, dunque, influenza fortemente la percezione sociale di affidabilità, sicurezza e competenza.

Come nella storia, bellezza e status tornano a procedere insieme: nel Rinascimento, incarnato pallido e forme morbide erano il simbolo dell’élite, in contrapposizione alle pelli scure, segnate dal lavoro nei campi.

Oggi, complice la pressione dei social network, il settore beauty è diventato un vero “palcoscenico” della posizione sociale. Il divario cresce tra chi può permettersi i migliori chirurghi estetici e i trattamenti più avanzati e chi non può. Non basta più curare cosmetica, skincare, denti o fitness: molte persone desiderano un aspetto impeccabile, come dimostrano le icone dello showbiz Jennifer Lopez o Kim Kardashian.

L’immagine – soprattutto il viso – è diventata una delle aree più ambite su cui investire per ottenere successo personale e professionale. La cosiddetta “sindrome da selfie” spinge a eliminare qualsiasi imperfezione e ad aspirare a standard spesso irrealistici.

Ma c’è anche un lato oscuro: molte persone, spinte dalla pressione sociale, si rivolgono a cliniche low-cost all’estero, con rischi elevati per la salute. Secondo un’inchiesta di Refinery29, sempre più donne britanniche accumulano debiti per pagare filler e botox.

Ciò conferma che solo alcune fasce possono accedere ai trattamenti di fascia alta, mentre chi non può rischia di essere percepito come un outsider nello scenario contemporaneo. Nonostante gli sforzi della Generazione Z per promuovere body positivity e diversità, la corsa verso la perfezione estetica continua a crescere.

Il miglior consiglio resta sempre lo stesso: affidarsi a un chirurgo estetico qualificato, capace di orientare – e quando necessario sconsigliare – i trattamenti più adatti, puntando a un risultato naturale e armonico.

di Maria Serena Patriarca