Nello sguardo il segreto di bellezza e seduzione: sempre più italiani ricorrono alla blefaroplastica, alla cantopessi e alla periorbitoplastica mininvasiva

Primo piano della zona frontale e perioculare, soggetta a invecchiamento e cedimenti

Gli occhi e il contorno occhi: sono queste le parti del viso su cui gli italiani, e le italiane, puntano maggiormente per un’immagine curata e vincente, nella vita personale così come nelle relazioni sociali. Non a caso, la blefaroplastica resta il secondo trattamento più richiesto di chirurgia estetica in Italia (subito dopo la mastoplastica additiva). Accanto a essa, però, si stanno affermando anche altre pratiche chirurgiche in grado di donare uno sguardo più giovane e vitale, in un periodo storico in cui videoconferenze e mascherine hanno reso gli occhi il vero protagonista dell’espressività.

La Chirurgia e Medicina Estetica della Regione Orbitaria vive un momento di grande interesse da parte di pazienti di età e professioni diverse. Oltre alla “classica” ed evergreen blefaroplastica — oggi evoluta per tecniche e materiali utilizzati — anche i trattamenti mirati al sopracciglio, il lifting medio-facciale, la cantopessi, la medicina rigenerativa e le correzioni volumetriche con filler sono temi di grande attualità.

Come sottolinea l’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica, spetta alla competenza del chirurgo valutare di quale intervento il paziente necessiti realmente. Spesso, infatti, viene richiesto un intervento di blefaroplastica, quando in realtà è più indicato alzare il sopracciglio, modificare il canto o correggere i volumi palpebrali. Le possibilità di correzione in quest’area sono molteplici e l’obiettivo deve essere sempre quello di ottenere un risultato armonico e naturale. Oltre alla blefaroplastica, è utile conoscere tutte le altre procedure efficaci per correggere difetti congeniti dell’occhio oppure per intervenire in ottica antiage.

La cantopessi, ad esempio, è un intervento che permette di sollevare l’angolo esterno dell’occhio (il canto). È utile per correggere un difetto congenito della forma (come l’occhio “all’ingiù”), migliorare la lassità delle palpebre inferiori o modificare il taglio originario. Può essere eseguita anche in combinazione con una blefaroplastica, a seconda del risultato desiderato.

Il lifting frontale mininvasivo ha l’obiettivo di riposizionare il sopracciglio e migliorare l’aspetto delle palpebre, riducendo allo stesso tempo le rughe della fronte. Si esegue in anestesia locale, lascia una sola cicatrice lungo il margine del cuoio capelluto e prevede una caratteristica “rete” di punti di sutura che richiede qualche giorno di ritiro sociale. Il risultato, però, è molto efficace e duraturo: l’apertura dello sguardo e la riduzione delle rughe conferiscono un aspetto naturale e ringiovanito.

Il Mid-Face Lifting (lifting medio-facciale) è una procedura più complessa e invasiva, realizzata in anestesia generale. Consiste nello scollamento dei tessuti molli sottocutanei, che vengono poi riposizionati verso l’alto e fissati a livello dell’arcata orbitale tramite incisioni con cicatrici quasi impercettibili. È l’intervento indicato per risollevare i tessuti molli tra linea degli occhi e bocca (naso escluso), una zona spesso trattata solo con filler o lipofilling. Queste tecniche ripristinano i volumi ma non risolvono in modo definitivo la discesa dei tessuti. Il lifting medio-facciale offre invece risultati notevoli: migliora le borse palpebrali, ridefinisce le guance e riduce lassità e rugosità, con un effetto estremamente naturale e durevole negli anni.

Maria Serena Patriarca