Benessere e chirurgia estetica, complice l’effetto mascherina si punta più sullo sguardo che sulla bocca

Chirurgia estetica e benessere: focus sugli occhi durante l’era della mascherina

Viviamo nell’epoca della face positivity, dove grazie all’avanzare delle innovazioni tecnologiche, in sinergia con ricerche medico-scientifiche e materiali sempre più performanti, si arriva a potersi affidare a trattamenti meno invasivi e dal risultato più naturale ed efficace per il nostro benessere.

Secondo i dati diffusi dall’AICPE (Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica) la blefaroplastica è il secondo intervento più richiesto, dopo la mastoplastica additiva. Complice l’effetto Covid e il prolungato utilizzo delle mascherine – che coprono la bocca ma mettono in evidenza lo sguardo – la zona del contorno occhi sembrerebbe aver rubato la scena alle labbra.

Oltre alla blefaroplastica, pratica che negli ultimi decenni si è molto evoluta grazie alle tecniche innovative utilizzate, sono sempre più richiesti interventi di lifting medio-facciale, correzione dei volumi con filler, chirurgia del sopracciglio, cantopessi per dare agli occhi un taglio “a mandorla”, medicina rigenerativa e trattamenti di medicina estetica mirati.

Le pratiche chirurgiche, ma anche quelle non chirurgiche, sono sempre più utilizzate in tandem per ottimizzare l’aspetto della cute, migliorandone volume e texture.

Negli USA, invece, l’effetto più ambito per la zona del contorno occhi è il Foxy Eye o “occhio da volpe”, che dona allo sguardo un aspetto più seducente. Si utilizzano fili estetici biocompatibili inseriti sotto la pelle per ottenere un effetto lifting immediato: i fili di trazione tirano la pelle laterale del sopracciglio verso l’alto, mettendo in tensione il canto laterale dell’occhio e assicurando un effetto allungato nella zona temporale, stile diva di Hollywood.

Tornando ai dati diffusi dall’AICPE, un’attenzione particolare va alla Periorbitoplastica Mininvasiva, pratica chirurgica che ha come obiettivo il riposizionamento del sopracciglio e, al contempo, agisce sull’aspetto delle palpebre, donando giovinezza allo sguardo e al volto ed eliminando le rughe della fronte. Questa tecnica, nata in Brasile, si svolge in anestesia locale e lascia una sola cicatrice al margine del cuoio capelluto. Tuttavia, comporta una rete di punti di sutura su tutta la fronte e richiede, nel post-operatorio, alcuni giorni di pausa dalla vita sociale. Il risultato è molto durevole, ma in Italia l’intervento non è ancora davvero decollato.

Intramontabile, anche come prevenzione antiage, è il botulino. Attraverso un dosaggio specifico, il botulino è iniettabile anche in fasce d’età più giovani (con effetto moderato), per rilassare la muscolatura e prevenire la comparsa di rughe. È importante ricordare che il buon chirurgo estetico deve anche saper “educare” il paziente a ciò che è meglio per lui, evitando gli eccessi: il rischio di social dysmorphia, che colpisce soprattutto la Generazione Z, è sempre dietro l’angolo.

Last, but not least, nonostante la pandemia abbia messo a dura prova la nostra fisicità e spostato l’attenzione sul volto, anche il corpo non va trascurato. Tra le novità c’è il device Schwarzy, ultimo nato dell’azienda Deka, che permette di tonificare glutei, braccia, addome e gambe in meno di trenta minuti con oltre 20.000 contrazioni, grazie a programmi personalizzati che agiscono su tre livelli di stimolazione muscolare: aerobico, rimodellamento e potenziamento.

È una ginnastica per il corpo che agisce sul tono muscolare e ridefinisce la silhouette. Schwarzy può essere abbinato a trattamenti che curano le adiposità localizzate e gli inestetismi dovuti al rilassamento muscolare. L’ideale è intervenire con una sinergia di trattamenti complementari, per ottenere performance efficaci e rispondere al desiderio dei pazienti di perdere peso, tonificare e migliorare la forma fisica con trattamenti non invasivi.

Maria Serena Patriarca